sabato 30 gennaio 2016

Possiamo uccidere il genitore biologico?

Scopriamo le carte!

Quanto ho sentito dire in difesa del ddl Cirinnà , che cioè contribuirebbe a dare genitori a bambini abbandonati, rende necessaria una riflessione.
Anzitutto l'affermazione è completamente errata perché la possibilità di adozione, come prevista, riguarderebbe solo il figlio nato dal partner omosessuale.
Quindi non si tratta di infanzia abbandonata
Questa previsione di possibile adozione cancellerebbe invece vari divieti: quello di fecondazione eterologa ancora esistente qualora non sussista una infertilità o sterilità dei coniugi altrimenti invincibile e quello di affitto di uetro. Infatti la adozione  Cirinnà potrà riguardare solo bambini nati  con fecondazione eterologa, nel caso di omosessualità femminile, o con affitto di utero nel caso di omosessualità maschile. Questa soppressione di uno dei genitori biologici del bimbo adottando, sostituito da quello che hanno voluto chiamare genitore sociale, mi inducono a parlare  figurativamentecamere  del suo omicidio.  È decretata la sua scomparsa!
Bastano pochi passaggi logici per comprendere la mia tesi.Il bambino adottando  nato da un naturale rapporto di una coppia di coniugi, di fatto o sposata, che abbia riconosciuto la filiazione, si troverà sempre sottoposto alla tutela dei genitori naturali. Anche quello dei due che fosse  decaduto dalla potestà sul figlio, potrà sempre esservi reintegrato,  dunque mai potrebbe essere privato del figlio con la sua adozione da parte di qualcun altro o abdicare al suo ruolo di genitore naturale.
Dunque, il figlio adottando secondo Cirinnà sarebbe sempre e soltanto quello nato con una modalità di riproduzione  tecnica, cioè in laboratorio: con inseminazione eterologa o pratica di affitto.  Dunque a parte ogni considerazione (su schiavismo, eugenetica e mercimonio) saremo di fronte ad una esclusione della naturale  coniugalità umana non per vincere ragioni patologiche ostative alla procreazione, caso ritenuto dalla Corte Cost.  meritevole di tutela, ma per semplice arbitrio determinato dai personali gusti omosessuali.
Questa pretesa può essere considerata un diritto?