sabato 16 maggio 2015

Si può perdere il pelo ma non il vizio



 Su di un quotidiano di area non certamente cattolico, in data 15 scorso, leggo le seguenti parole di .Adolfo Scotto di Luzio sulla buona scuola bocciata dagli insegnanti. Ebbene, l'articolista, riferendosi ai previsti nuovi poteri dei presidi, parla testualmente di un nuovo modello gestionale a bassa intensità ideologica perché lo Stato non ha più interesse specifico a fissare i contenuti dell'educazione.
Mi sono detto: finalmente si riconosce lo scopo non dichiarato dell'avversione perenne di certa sinistra alla scuola libera non statale: mantenere un monopolio dell'istruzione !! Alla faccia del primato educativo che pur contraddittoriamente  l'art.30 della Costituzione riconosce alla famiglia.
Dopo la magra soddisfazione di questa asserzione confessoria, mi sono detto: come si può credere al venir meno dell'interesse statale monopolistico se nulla o poco viene fatto per garantire l'effettività dell'educazione familiare magari dando sostegno a scuole promosse dagli stessi genitori ? se all'insaputa  o nella insufficiente informazione delle famiglie si vuole introdurre nell'istruzione scolastica l'educazione sessuale? se si martellano finanche bambini d'asilo con la teoria del gender? Purtroppo bisogna constatare che è sempre attuale invece l'esplicita dichiarazione fatta in sede costituente dall'on.Preti, che mi pare interessante rileggere dal verbale della seduta del 17.4.1947. Eccola, a voi accettarla o scartarla per la pochezza e prevenzione del ragionamento. 


Non si venga dunque a dire che, quando i democristiani chiedono allo Stato di porre la scuola privata, che è scuola di parte (ndr. ????), sul piano della scuola pubblica, che è invece scuola di tutti, combattono per la libertà. Essi sanno perfettamente che il giorno in cui lo Stato concedesse alla scuola privata tutti i benefici della scuola pubblica, le scuole private, se sono confessionali, ne saranno enormemente avvantaggiate (ndr. ma rispetto a che? alla qualità del servizio che offrono a benefici dei giovani?), in quanto possono in sovrappiù beneficiare dei lasciti religiosi, dei convitti, delle economie in fatto di retribuzione agli insegnanti, e di tutti i vantaggi che in genere conseguono dalla potenza sia economica che morale di un istituto religioso.                                        In questo campo è bene essere sinceri e dare alle cose il loro nome. Ed allora finiamola, signori della Democrazia cristiana, con questo insincero slogan della libertà della scuola. Qui si tratta di ben altro. .......                                                                                                                                       Oggi in realtà la bandiera della libertà copre la scuola confessionale, la quale si propone di impedire allo Stato di riconquistare la sua legittima posizione di preminenza nel campo educativo. Dico di riconquistare, perché dal 1859 fino alla carta della scuola di Giuseppe Bottai, questa preminenza lo Stato l'ha sempre serbata, così da poter svolgere la sua missione educatrice.
           Eccoci alla solita pretesa di rifare gli italiani dopo aver fatto l'Italia.
 Una citazione per tutte: il progetto di costituzione repubblicana di  Mario Pagano, liberale e celebrato giacobino della repubblica napoletana del 1799. Articolo 293 L'istruzione ...che debbono i padri di famiglia dare a' loro figlioli fino all'età di sette anni, è prescritta dalla legge.Aart. 298 In giorno festivo i giovanetti maggiori di sette anni intervengono ne' luoghi dalla legge stabiliti a sentire la spiega del catechismo repubblicano.
Citazione da Proclami e sanzioni della repubblica napoletana a cura di Carlo Colletta ediito a Napoli stamperia dell'iride 1863

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