martedì 18 ottobre 2016

riprendiamo il discorso

4 dicembre 2016!

chiamati a votare sulla riforma costituzionale

                                                       

Caro Amico, scusami se devo dilungarmi, ma in due parole è difficile trattare cose serie.
Ben  sai che in questa data  il referendum ci chiama a decidere sull'entrata in vigore o meno della riforma costituzionale voluta dal Governo. 
Questo passaggio è necessario perché su di essa il Parlamento ha deciso con una maggioranza inferiore ai 2/3, cioè senza raggiungere l'ampio consenso dei parlamentari, rappresentanti  di noi cittadini.
L'approvazione  di stretta maggioranza di una riforma costituzionale  è episodio così rilevante, nella vita istituzionale e politica di un Paese, che altre legislazioni  dispongono in tale evenienza lo scioglimento del Parlamento deliberante, con la successiva votazione della riforma da parte di un nuovo legislativo.
E' quindi nostro dovere civico  maturare una scelta informata e consapevole, visto il poco consenso prestato dai parlamentari, nostri rappresentanti, all'indirizzo dato dal Governo alle modifiche. 
Il partito "Società  e famiglia,"cui ho contribuito a dar vita,  attraverso il suo comitato per il NO  al referendum, intende collaborare all'obiettivo di dare allo spirito riformista una direzione giusta, perché non basta innovare, ma occorre che la scelta sia quella effettivamente necessaria!


Ti aspetto il 3 NOVEMBRE alle ore 18.30 a palazzo SAN TEODORO alla riviera di Chiaia 281 NAPOLI                            
PER  PARLARE INSIEME  DEI  REALI CONTENUTI  DELLA RIFOMA FUORI DA SLOGANS E FRASI FATTE
Se ritieni puoi collaborare alla iniziativa diffondendo la locandina allegata. Giuseppe Canonico
 

sabato 30 gennaio 2016

Possiamo uccidere il genitore biologico?

Scopriamo le carte!

Quanto ho sentito dire in difesa del ddl Cirinnà , che cioè contribuirebbe a dare genitori a bambini abbandonati, rende necessaria una riflessione.
Anzitutto l'affermazione è completamente errata perché la possibilità di adozione, come prevista, riguarderebbe solo il figlio nato dal partner omosessuale.
Quindi non si tratta di infanzia abbandonata
Questa previsione di possibile adozione cancellerebbe invece vari divieti: quello di fecondazione eterologa ancora esistente qualora non sussista una infertilità o sterilità dei coniugi altrimenti invincibile e quello di affitto di uetro. Infatti la adozione  Cirinnà potrà riguardare solo bambini nati  con fecondazione eterologa, nel caso di omosessualità femminile, o con affitto di utero nel caso di omosessualità maschile. Questa soppressione di uno dei genitori biologici del bimbo adottando, sostituito da quello che hanno voluto chiamare genitore sociale, mi inducono a parlare  figurativamentecamere  del suo omicidio.  È decretata la sua scomparsa!
Bastano pochi passaggi logici per comprendere la mia tesi.Il bambino adottando  nato da un naturale rapporto di una coppia di coniugi, di fatto o sposata, che abbia riconosciuto la filiazione, si troverà sempre sottoposto alla tutela dei genitori naturali. Anche quello dei due che fosse  decaduto dalla potestà sul figlio, potrà sempre esservi reintegrato,  dunque mai potrebbe essere privato del figlio con la sua adozione da parte di qualcun altro o abdicare al suo ruolo di genitore naturale.
Dunque, il figlio adottando secondo Cirinnà sarebbe sempre e soltanto quello nato con una modalità di riproduzione  tecnica, cioè in laboratorio: con inseminazione eterologa o pratica di affitto.  Dunque a parte ogni considerazione (su schiavismo, eugenetica e mercimonio) saremo di fronte ad una esclusione della naturale  coniugalità umana non per vincere ragioni patologiche ostative alla procreazione, caso ritenuto dalla Corte Cost.  meritevole di tutela, ma per semplice arbitrio determinato dai personali gusti omosessuali.
Questa pretesa può essere considerata un diritto?

domenica 8 novembre 2015

I corvi hanno un nido

Sembra vogliano convincerci che le recenti vicende che turbano la vita del Vaticano siano solo legate ad una pretesa resistenza interna al cambiamento che il Pontefice vuole imprimere  in quello Stato.
Mi sembra una spiegazione parziale. e fuorviante se volesse accreditarsi come l'unica. Nè ritengo che le parole odierne pronunciate  dal Papa all'Angelus valgano ad accreditare la unica genesi interna di queste azioni spionistiche.

venerdì 9 ottobre 2015

DA PAPA FRANCESCO

Una proposta di vita civile e politica, in parole semplici e chiare, l'orizzonte cui guardare:

 Occorre sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo, che vale la pena di essere buoni e onesti. Già troppo a lungo siamo stati nel degrado morale, prendendoci gioco dell’etica, della bontà, della fede, dell’onestà, ed è arrivato il momento di riconoscere che questa allegra superficialità ci è servita a poco. Tale distruzione di ogni fondamento della vita sociale finisce col metterci l’uno contro l’altro per difendere i propri interessi, provoca il sorgere di nuove forme di violenza e crudeltà e impedisce lo sviluppo di una vera cultura della cura dell’ambiente. [ Laudato si' n.229]

lunedì 28 settembre 2015


Gramellini: maitre à penser

Non mi soffermo sul come e perché Massimo Gramellini sia ospite fisso di una trsmissione di Rai3, anche se il suo rapporto coniugale (marito di Maria Laura Rodotà) e quindi la sua affinità con Stefano Rodotà (suocero) spinga malignamente a pensare a ragioni familistiche.
In trasmissione, ma ben mi guardo dall'affermare di esserne spettatore anche episodico ma solo malauguratamente occasionale, l'ho sentito sempre pontificare. Su tutto.
L'altro giorno è stato chiamato a leggere una sua lettera aperta al Sindaco Brugnaro. Ricordate chi è?
Voleva ridicolizzarlo, per la sua iniziativa di escludere dall'educazione dei nostri figli e nipoti libri scolastici ispirati alla teoria colonizzatrice del gender.
Pensava di aver fatto centro e parlava con la sicumera che gli è solita.  
Voleva dimostrare  come una pretesa foga censoria del Sindaco lo avesse portato a scagliarsi contro mulini a vento, credendoli invece smisurati giganti come accadeva a Don Chisciotte.  
Per vincere la sua battaglia dialettica, Gramellini prendeva allora -a paradigma della pretesa miopia intellettuale dello sprovveduto Sindaco- la storia narrata da uno dei libretti finiti sul rogo amministrativo.
La storia era tutta imperniata su una metafora colorata. Cioè: per lo scambio di abbracci, i componenti di due famiglie perdevano e riacquistavano la loro identità colorata di giallo o di blu. Mamme, papà e figlioletti erano infatti soltano macchie di colore, o giallo o blu.
Ecco evidenti per Gramellini gli innocui mulini a vento e non certo i minacciosi giganti.
Caro Gamellini, come te io non sono uno psicologo dell'infanzia, ma mi basta il buon senso per affermare che ogni bambino di nido o materna, destinatario dei libri in questione, è rassicurato -e quindi posto in condizioni di benessere favorevoli a superare la difficoltà di ritrovarsi in un ambiente diverso da quello familiare- quando si usano per la comunicazione codici che gli sono noti.
Rappresentare un papà, una mamma ed un figlioletto con una semplice, indistinta macchia di colore può mai avere un valore rappresentativo della realtà conosciuta da quel piccoletto che è mio figlio o nipote?
Forse non vedi -non dubito della tua buona fede- che il gioco di prestigio che si nasconde nella narrazione ha portato alla scomarsa del corpo della persona! 
Ed è questo proprio  il fine ed il senso della teoria gender.

 

lunedì 15 giugno 2015

il lupo, l'agnello ed il progetto di legge Scalfarotto

Già Vico nel principi di Scienza nuova, constatando che la ricerca non può risalire all'origine dell'umanità assolutamente selvaggia, affermava che l'esperienza storica non aveva mostrato, in alcun luogo o in  alcun tempo, popoli sprovvisti di taluni principi fondamentali di vita civile: la credenza in una provvidenza divina, la famiglia, il culto dei morti ..... Aggiungeva che dovunque i rappresentanti delle diverse culture abbiano presentato un minimo di capacità e di attività civili  hanno provveduto alla costruzione di un riparo per l'abitazione, alla produzione del fuoco per la cottura degli alimenti, alla fabbricazione di armi e di utensili,  possedevano almeno un animale domestico e, passando alle manifestazioni sociali spirituali, hanno curato un ordinamento delle famiglie, del gruppo sociale secondo determinate consuetudini.
Anche uno studioso, che  recentemente ha curato un'opera di grande successo "lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale", cioè Samuel Huntington, ricorda nel suo libro che civiltà e cultura fanno entrambe riferimento allo stile di vita generale di un popolo, e che una civiltà altro non è che una cultura su larga scala. Così per dimostrare la perennità nel tempo di questo insegnamento si rifà ad un passo significativo: quello in cui Erodoto enuncia, nelle sue Storie, il discorso con cui gli Ateniesi rassicuravano gli Spartani circa la loro fedeltà all'alleanza contro i Persiani, facendo leva sui culti comuni, sulla comunanza di sangue e di lingua, sui riti i costumi e gli usi comuni.
Tutto questo porta a riconoscere che le leggi sulla famiglia toccano il cuore di una civiltà, le sue basi identitarie, il suo volto che la distingue da altri progetti di vita, da altre culture, da altre civiltà.

Ecco allora un punto fondamentale: un progetto di vita che contraddistingue una civiltà da un'altra non è discriminatorio nella sua funzione o nei suoi effetti, ma causa efficiente e finale di quella civiltà, e quelli che vorrebbero sostituire i modelli sociali esistenti in una società con altri non possono mimetizzare la loro pretesa di cambiamento dietro una accusa di discriminazione, ma aver il coraggio di essere espliciti e leali, avanzando una chiara proposta di cambiamento culturale e morale, presentandola per quello che è, e non sotto le mentite spoglie vittimistiche che vorrebbero rendere inavvertita la sovversione del preesistente modello cultutale e antropologico. Agire in questo modo significherebbe accettare un leale confronto con coloro che vivono secondo il modello di civiltà che si pretende superato.  Vestire invece i panni delle presunte vittime discriminate dalla preesistente cultura, incarnata in vita vissuta  e modelli sociali, è mistificazione inaccettabile.
Passando a noi ed alle nuove proposte che vogliono incidere sulla cultura della differenza sessuale che è alla base della famiglia, va detto che la legge Scalfarotto -contro quella che hanno chiamato omofobia- non è giusta pretesa di tutela dalla violenza, o dalla discriminazione per ragioni di sesso, perché l'ordinamento vigente già garantisce ogni tutela del libero esercizio di quello e dalla violenza comunque motivata, ma è in realtà arma puntata contro i sostenitori della cultura o civiltà eterosessuale. Basta guardare l'art. 2 della proposta di legge che vuole punire chi diffonde (quindi anche semplicemente conversando, contrariamente alla garanzia costituzionale della libertà di opinione) idee di superiorità fondate sulla identità sessuale.
Allora non può non venire in mente la favola di Fedro del lupo e dell'agnello.La ricordate ?
Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?" 
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?"
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole".
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò.
Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.
           

giovedì 4 giugno 2015

                                            probabilità

L'anomalia di un fenomeno non corrispondente alle leggi dell'esperienza ha quasi sempre una sua spiegazione.
Proviamo a spiegare questa stranezza.  E' legge di esperienza che la spartizione dei posti di governo, come di qualunque altra torta politica, avviene in base al c.d. manuale Cencelli,  che pesa la fetta attribuita a ciascun partito in ragione della sua consistenza elettorale.
L'attuale governo presenta una eccezione a questa legge, che viene rimarcata in maniera ancora più  notevole dai recenti risultati elettorali regionali: il Nuovo Centro Destra. Questo ha ben otto rappresentanti nella compagine dell'esecutivo -tra ministri, vice, e sottosegretari-, pur superando a stento la soglia di sbarramnto prevista dalla nuova legge elettorale, secondo i risultati consenguiti domenica scorsa.
Quale la spiegazione? Un errore di calcolo o un socio occulto tra gli altri partiti, che comunque lucra vantaggi? E quali vantaggi? Forse quello di poter essere bifronte: un po' nell'area del governo con cui aveva stretto patti che hanno assicurato visibilità, ed un pò all'opposizione con il gratificante consenso dell'apparente interdizione.
O mi sbaglio?